Il COVID-19 travolge anche la moda online?

La pandemia di coronavirus ha avuto un impatto feroce su diversi aspetti della società e dell’economia a livello globale. Tra i settori che hanno subito delle modifiche alle proprie attività compare anche la Moda nelle sue diverse sfaccettature e tutto questo porterà sicuramente a grandi trasformazioni, sia dal punto di vista della produzione e creazione sia da quello di chi fruisce ed usufruisce dei suoi prodotti.

Fin dall’inizio, la Moda si è attivata per dare un aiuto nell’affrontare l’emergenza, con donazioni rivolte al settore sanitario impegnato nella lotta e con una serie di riconversioni degli stabilimenti di grandi marchi, un’azione ammirevole che avrà però degli effetti sulla regolare produzione. Contemporaneamente, anche le persone che rappresentano il target finale di questa produzione si trovano a vivere una situazione senza precedenti che ha sconvolto le loro abitudini, anche dal punto di vista degli acquisti. Proprio per questo motivo, stiamo tutti cercando di adattarci al meglio ai cambiamenti, così come dovremo fare con il nuovo contesto che ci aspetta a fine lockdown.

Anche la Moda dovrà quindi cambiare, seguendo le nuove condizioni che la pandemia di coronavirus si lascerà dietro e modificando i suoi sistemi e modalità di conseguenza. Ad esempio, la quarantena e il distanziamento sociale prevedono la chiusura dei negozi fisici e questo ha portato a rivalutare l’e-commerce, anche se ci sono posizioni diverse a riguardo della sua efficacia. Da una parte c’è chi pensa che sia in arrivo un boom dell’e-commerce e dall’altra chi ritiene che in realtà le prospettive non sono così rosee come può sembrare.

Ci sono dei casi che dimostrano una crescita positiva dell’e-commerce, come ha spiegato Wwd pubblicando i dati raccolti da Emarsys e GoodData riguardanti 400 milioni di transazioni in più di 120 Paesi, con addirittura un aumento del 18% per i rivenditori negli Stati Uniti. Secondo gli esperti di Emarsys, questi dati dimostrano che i consumatori non hanno perso la voglia di fare shopping: “Ci si aspettava che la fedeltà al marchio sarebbe scesa in picchiata in questi tempi difficili, ma la popolazione sta continuando ad acquistare articoli di lusso e di moda online a un ritmo sbalorditivo”. Anche secondo una relazione di Astound Commerce, tra il 9 e il 16 marzo si è registrato un aumento del 55% dello shopping online in tutto il mondo se comparato al dato all’anno scorso, con l’Europa in testa in termini di crescita. In particolare, in Italia l’e-commerce in ambito di moda e accessori ha portato a un aumento dei ricavi sia per i rivenditori tradizionali che per i pure player.

Tuttavia, altri esperti hanno sottolineato anche i problemi che l’e-commerce presenta. Per esempio, i marchi più piccoli o emergenti potrebbero non essere dotati di una piattaforma per lo shopping online, senza contare che in alcuni casi sono gli stessi consumatori a non essere familiari con gli acquisti online o non apprezzare questa modalità. Infatti, gli esperti si aspettano un calo tra il 15% e il 25% delle vendite, considerando in contemporanea un incremento del 20% dell’e-commerce e una perdita del 65% per la collezione primavera/estate e del 40% per l’autunno a causa della chiusura dei negozi.

Tuttavia, non si possono fare previsioni certe sui cambiamenti a cui la Moda andrà incontro, perché sotto molti punti di vista questi dipendono da come le persone stesse cambieranno. Ad esempio, lo smart working stesso sta già modificando il tipo di acquisti dei consumatori, sempre più orientati verso indumenti comodi, semplici e legati alle attività che si fanno stando in casa. Net-à-Porter ha addirittura riportato una crescita delle vendite online del 40% con i pantaloni da tuta in testa tra i prodotti acquistati. Non è detto poi che non rallentino anche i ritmi frenetici del mondo della Moda degli ultimi tempi, ma in ogni caso troverà il modo di continuare a stupirci.

Infatti, come ha affermato la stilista Simona Serra, docente di Fashion Design presso la MKS Milano Fashion School: “Non bisogna minimamente pensare che la moda sia finita ma come ha sempre fatto si adeguerà ai tempi e alle esigenze, senza togliere però la voglia di eleganza, distinzione e creatività”.